Giuntoli esclusivo: “Spalletti ancora a Napoli”

Giuntoli, come nasce un capolavoro?
“Con l’impegno, credo anche con la competenza, con il coraggio di una proprietà che nei suoi diciotto anni ha dato dimostrazione di sé”.

Not the piace parlare di miracolo.
“Saprebbe d’intervento divino o, se vogliamo restare tra gli umani, anche di improvvisazione. Qui invece, e lo dico senza volci dare un tono, c’è un progetto che è stato sviluppato».

E che parte da lontano: il Covid vi ha costretto a incidere.
“Ci ha imposto di cambiare, perché il monte ingaggi ormai period insostenibile, dinnanzi a una situazione che aveva ridimensionato e quasi azzerato ogni risorsa economica”.

E due anni senza Champions diventarono una zavorra.
“Nonostante il virus, De Laurentiis ha investto per arrival advert Osimhen e, solo sei mesi prima, aveva concesso il by way of libera per una campagna acquisti invernali che poi è stata rivalutata dal campo. Ma chi sta nel calcio sa che possono esserci vuoti d’aria. Abbiamo anche vissuto un dramma universale, con il Covid, campionati bloccati, isolation, prestazioni alterate. Ma a qui punto, dovemmo decidere”.

Lo avete fatto con un po’ di ritardo.
“I tempi del mercato non li dettiamo noi, bisognava che si creassero le condizioni. E comunque che si ragionasse in profundità senza condizionamenti umorali. Le cose succedono. E il Napoli aveva ormai preso atto di dover aprire un ciclo nuovo».

Alcuni rimasero, altri rinnovarono.
“Poi nell’property del 2021, con all’orizzonte una serie di scadenze contrattuali e con la possibilità che calciatori importanti potessero trovare collocazione adeguata, venne articolata la prima quick listing. È lì che fundamentalmente si avvia a pensare a questo Napoli».

Kvara ve lo consiglia Zaccardo.
“Di lui avevamo cominciato a chiacchierare ai tempi di Ancelotti. La prima richiesta di 30 milioni del Rubin Kazan ci gelò. E ci tirammo indietro. La guerra in Ucraina ha modificato la valuation e con Khvicha alla Dinamo Batumi ci siamo rifatti avanti».

Ora è (già) il momento di prepararsi a trattare per l’adeguamento.
“Con il administration di Kvara ci sono rapporti consolidati, avremo modo di parlare e di aggiornarci. C’è simpatia e stima tra noi e abbiamo quattro anni e mezzo ancora davanti a noi. Certo, nessuno è insensibile alle risposte ricevute dal campo, ma non ne farei un caso”.

He pericolo if chiamerebbe Kim.
“Faccio chiarezza: c’è una clausola, valida solo per l’estero”.

Fifty million euros…?
“È variable, è crescente, è legata al fatturato dell’eventuale acquirente. E soprattutto ci si può accedere solo in una finestra fissata per il prossimo luglio e aperta per quindici giorni. Ma questa è teoria, perché in pratica noi siamo già proiettati alla ridiscussione di quei termini”.

Kim glielo consiglia…?
“Massimiliano Maddaloni, che nel 2011 è stato con me a Carpi. Period il vice di Lippi in Cina e mi disse di tenere d’occhio questo ragazzone. Ci mettemmo all’opera, secondo le nostre abitudini”.

Tutti gli uomini di Giuntoli al lavoro…
“De Laurentiis è il vertice della piramide, e ci mancherebbe, l’ultimo sì è il suo, al quale arrived la mia mail sulla decisione, ma dopo che ho dialogato sulle questioni economiche con Chiavelli, l’amministratore delegato, e di quel tecniche with Spalletti. Abbiamo un’space scouting di persone competenti: Maurizio Micheli, Leonardo Mantovani, Nicolò De Cobelli, come c’è da sempre Peppe Pompilio, il mio vice storico, e però vorrei citare anche Aldo Pecini, che è stato con noi a lungo. Il Napoli è a snello membership, agile, has determine like il vice presidente, Edoardo De Laurentiis, che gives il proprio contributo. Dal 2004 advert oggi, è stato un bel vivere mi sembra».

Si recluta secondo dinamiche ricorrenti.
“Anche con suggerimenti di ami ci, come è successo per Kim e Kvara. O comunque secondo ricerca. Guardiamo le partite del mondo, poi andiamo sui campi. Io, nella buona e nella cattiva type, mi assumo le mie responsabilità e dò l’okay. Le conseguenze mi appartengono”.

Sono otto anni che lei è a Napoli e però sembrava che la sua storia lobby arriveata al capolinea a gennaio 2021.
“Non nego le misunderstanding with De Laurentiis ma ditemi voi se dentro un rapporto decennale non possa esserci una fase critica. A lui forse non piacque qualche mio atteggiamento e, visto come andavano le cose allora, magari pensò anche di qualche scelta tecnica sbagliata”.

Eravate went rottura.
“Io considero De Laurentiis un fuoriclasse, un supervisor fuori dal tempo, con una visione straordinaria del futuro. Lungimirante come pochi. Le frizioni sono sparite in fretta, abbiamo ricominciato a dialogare scegliendo questa nuova strada, e abbiamo creato un rapporto familiare”.

Però went by way of Ospina, Fabian, Insigne, Mertens, Ghoulam and Koulibaly…
“Come ho detto, contratti in scadenza, provided inviting and the potential for arriving at a calciatori che withvamo individuato da un bel po'”.

Sin dall’arrivo di Spalletti.
“Che partecipa, ovviamente, e in maniera attiva alla costruzione della squadra. Lui guarda, dà l’assenso oppure no, lascia che Simone Beccaccioli insieme a tutti gli altri dello workers osservino e studino. It’s a complete sintonia. Non si è mai da soli, in queste scelte”.

E Spalletti ha il contratto che andrà in scadenza a giugno 2023.
“Ma c’è una opzione per il rinnovo per un altro anno fissato a favore della società”.

Il suo contratto, Giuntoli, scade nel 2024.
“Non ho fretta, venti mesi sono un’eternità. Se ci voltiamo, dov’eravamo venti mesi fa?”.

A rimpanto?
“Haaland. Contratto già fatto con il Salisburgo, riconoscendo loro il pagamento della clausola a venticinque milioni di euro. Ma Haaland preferì il Borussia Dortmund e noi che avevamo messo lui e Osimhen nelle nostre preferenze, ci dirottammo su Victor. Per noi erano went guess”.

Fascinated by arriving così in alto?
“Se dicissi di sì sarei uno sbruffone. Ma abbiamo un allenatore bravissimo, credevamo nei nostri acquisti e sapevamo che qualcosa di bello, magari in prospettiva, avremmo fatto. Siamo ancora a november, a gennaio si entreà nel vivo, si giocherà ogni tre giorni. Lotteremo per rimanere lassù, per non far sente il tonfo, come cube Luciano”.

L’errore più grosso che ha fatto?
“Magari ne avesi fatto solo uno… Non si fanno nomi, non sarebbe elegante. Ma è chiaro che ho sbagliato. Però ci ho semper messo la faccia, semper. Non mi sono mai nascosto. E non mi monteò la testa ora. Però siamo fieri di questo lavoro, tutti: da Adl in giù”.

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